La coppia e il bambino sempre al centro della nostra attenzione

Scopo dei corsi è offrire alla coppia in attesa, l’appoggio necessario per giungere al parto preparati e sereni, aiutandoli ad assumere nel modo più cosciente il controllo della evoluzione della gravidanza e del travaglio, per poter essere loro stessi protagonisti della nascita del proprio bambino.

Nella nostra struttura il 94% delle partorienti riceve un’analgesia epidurale per controllare i dolori del travaglio e del parto.

L’analgesia epidurale può essere richiesta in qualsiasi momento del travaglio (indipendentemente dalla dilatazione cervicale). Il servizio è attivo 24 ore su 24 ed è completamente gratuito.

L’analgesia epidurale eseguita nella nostra struttura permette la deambulazione durante il travaglio e l’assunzione di qualsiasi posizione nel periodo espulsivo.

Il cordone ombelicale, attraverso il quale ogni mamma nutre il proprio figlio, viene usualmente gettato dopo il parto. Dare il consenso alla donazione di sangue del cordone ombelicale significa evitare questo spreco, mettendone a frutto l’utilità come importante risorsa per la salute e la ricerca. La donazione del sangue cordonale non costa nulla, rappresenta un atto di generosità e di solidarietà umana. Il prelievo, effettuato subito dopo la nascita, è innocuo ed indolore sia per la mamma che per il bambino.

Nel sangue del cordone ombelicale sono contenute cellule staminali in grado di curare gravi malattie non trattabili con farmaci e terapie convenzionali. Si tratta di un particolare tipo di cellule staminali, dette ematopoietiche, capaci di contrastare efficacemente molte patologie ematologiche, immunologiche, genetiche, metaboliche e oncologiche. Trapianti di cellule staminali del cordone ombelicale permettono di trattare con successo varie forme di leucemie, linfomi, anemie, mielomi, aplasie midollari, talassemie e alcuni gravi difetti del sistema immunitario.

Il nostro dipartimento materno infantile ha sempre messo al centro la coppia e il bambino, usando metodiche di parto dolce, sereno, senza dolore ma più naturale possibile e accogliendo, quanto più possibile, le aspettative della donna e della coppia genitoriale.
Anche quando si rende necessario un intervento chirurgico per partorire, è oggi possibile rendere più umano e naturale anche il parto cesareo, con il metodo del “cesareo dolce”.

In molti casi è possibile partorire spontaneamente anche se precedentemente si è stati sottoposti a taglio cesareo: “l’ammissione al travaglio, in assenza di controindicazioni specifiche, deve essere offerta a tutte le donne che hanno già partorito mediante taglio cesareo”. Partorire spontaneamente è meno rischioso di un taglio cesareo ripetuto.
(Linee Guida della Regione Lazio, SNLG Ministero della Salute)

“In caso di gravidanza senza complicazioni con feto singolo in presentazione podalica deve essere offerta, a partire da 37 settimane di età gestazionale, l’opportunità del rivolgimento per manovre esterne al fine di aumentare le probabilità di una presentazione cefalica e di un parto vaginale”

Il rooming-in consiste nella possibilità per la mamma di tenere il neonato in camera durante tutta la giornata e, se lo desidera anche la notte.

Allattare al seno fa bene. È la fonte di nutrimento migliore per la protezione e lo sviluppo del bambino. E fa bene anche alla salute della donna e alla relazione tra madre e figli. È il meglio per l’alimentazione del bambino, esclusivo fino a sei mesi, lo confermano tutte le società scientifiche internazionali e lo ripete ripetutamente l’Organizzazione mondiale della sanità che raccomanda l’allattamento al seno come misura di salute pubblica.

La presenza del papà in sala parto significa assunzione per la coppia del ruolo genitoriale fino dalla nascita del bambino e non come succedeva un tempo quando il parto era una “questione di donne” e il padre veniva relegato ad un ruolo di secondo piano.

In base all’art. 30 del DPR 396/2000, è possibile effettuare la dichiarazione di nascita entro tre giorni in ospedale o entro dieci giorni presso l’Anagrafe Centrale, in ogni caso, per disposizione del Tribunale dei Minori di Roma la dichiarazione di nascita va documentata al fine di dimettere il neonato dall’Ospedale.